Ho appena caricato su Youtube il video di introduzione a Nemesis, una sorta di racconto che avevo scritto negli anni del liceo (e che custodisco gelosamente in un remoto angolo del mio hard disk); di fatto, si tratta del mio primissimo montaggio audio/video, ed infatti non è certo un’opera d’arte, quantomeno come sincronizzazione tra gli eventi audio e quelli video veri e propri (salvo uno, ma sicuramente è stato un caso).
Anyway:
la traccia audio non saprei dire che titolo aveva, ricordo solo che era in qualche modo correlata con Matrix (o così la spacciavano), ma anche questo mi ha sempre lasciato dei dubbi, dato che avevo la colonna sonora di quel film e questa canzone non ne faceva minimamente parte;
le tracce video sono prese da: l’introduzione del (bellissimo!) videogioco Crimson skies; un filmato sulla battaglia contro i Cardassiani, per la precisione quella in cui viene distrutta la U.S.S. Defiant, da Star Trek Deep Space Nine; il trailer del MMORPG Legend of Mir 2; un trailer connubio tra Need For Speed Porsche e Fuori in 60 secondi. Di fatto, l’idea era che ciascun video riprendeva un’ambientazione del racconto (ma, ripeto, dovrete strappare il manoscritto dalle mie fredde dita perchè ve lo faccia mai leggere);
le scritte le avevo fatte con un programma che creava animazioni in 3D (il rendering durava qualche minuto sul buon vecchio PII 400 Mhz), di cui non ricordo minimamente il nome, che avevano dato a più riprese nei CD di Win Magazine (eh sì, ero windowsiano convinto all’epoca!).
Insomma, l’ho caricato online affinchè rimanga come memoria storica, per quanto violi un festival di copyright (ma, d’altronde, non è mai stato pubblicato prima ed anche ora non credo sarà visto da più di 3 persone).
Io purtroppo ho appena finito le mie… poco più di una settimana in montagna, non so se basterà come recupero; peraltro è stata una faticaccia su e giù per i monti…
Ora si prepara una mesata a morire, specie dopo la pubblicazione dei risultati delle graduatorie di dottrato: sono passato! Ergo, entro dicembre bisogna chiudere con tutto, e sarà un notevole impegno concludere tutti gli esami qui a settembre (magari sul presto). Ma tant’è…
Tempo da lupi
La risoluzione non è altissima, ma come tempo faceva molto “Il 13mo guerriero”, anche se nessun drago infuocato è sceso dal monte…
Dato che sono ben due settimane che non scrivo, butto giù un’osservazione: ogni tanto qualcuno si lamenta di “Numbers”, il telefilm sui matematici che risolvono polizieschi, le cui teorie in effetti in alcuni casi sono tirate un po’ per i capelli.
Quest’anno, tuttavia, nella stagione che stanno ora trasmettendo, sarà il destino ma stanno utilizzando tutta una serie di tecnologie (e relative basi teoriche) che sto studiando proprio in questa sessione d’esami, ad esempio:
il simplesso, usato per risolvere un problema di programmazione lineare (ora non ricordo di preciso il caso): Ricerca operativa
un set di robot da utilizzare per mappare automaticamente la zona di un disastro ferroviario: Agenti autonomi (ed anche altri esami gà dati)
un file audio con rumori di fondo da filtrare per poter comprendere il messaggio di un infiltrato: Computer music
Tre giorni fa ho dato l’esame di Linguaggi Formali e Compilatori, la parte teorica (speriamo bene!), ed è stato l’ennesimo esame fatto di corsa: due ore e mezzo per fare tutti gli otto esercizi, senza alcuna possibilità di ricontrollare alcunchè, pena l’impossibilità di concludere tutto entro il tempo stabilito.
Ora, questo è stato l’ennesimo corso in cui si decide di far selezione soprattutto sulla velocità, piuttosto che sulla difficoltà degli esercizi (che comunque non erano banali, intendiamoci): ma possibile che non ci sia un modo più umano per selezionare la preparazione degli studenti? Tenendo presente che la stragrande maggioranza di noi informatici (ma di tutti gli studenti in generale, direi) non dovrà mai risolvere un problema informatico in 15 minuti (salvo qualche lavoro estremamente particolare), allora perchè in un esame devo fare così?
Io sinceramente preferisco pensare ad un problema, eseguirlo e poi ricontrollarlo, anche perchè spesso lascio indietro qualche dettaglio; posso, ad esempio, pensare all’esame di elettronica: sono quattro esercizi in tre ore, se sai tutto e molto bene il compito lo concludi in due ore, altrimenti hai comunque un po’ di margine per pensare al da farsi ed arrivare ad una soluzione.
Perchè quindi non puntare ad esercizi magari un po’ più complessi, ma risolvibili in un tempo umano?
Ho letto gli ultimi due numeri di Ubunchu, il manga giapponese su Ubuntu (non sanno più cosa inventarsi), e dato che l’ho già citato in precedenza (no, non sto linkando il vecchio post, mi ci vuole una vita per ritrovarlo…), lo ri-cito, riproponendo questa immagine veramente carina…
Ma nel momento in cui i soliti noti mi vengono a dire in televisione: “[...] il problema è che, in questi ultimi anni, una parte della magistratura è diventata sempre di più un attore in ambito politico, e questo non è accettabile”, non pensano che la soluzione sarebbe semplicemente che i politici evitino di compiere azioni fuori legge? Se così facessero, la magistratura non avrebbe motivo di indagare su di loro, e quindi di essere attore politico!
Ecco un rapido update dei post precedenti: il gioco da tavolo cui abbiamo giocato si chiama, in italiano, “I coloni di Catan”, ed a quanto pare è molto diffuso in particolare in Germania; in pratica è una sorta di “Age of empires” da tavolo, a tratti simile al Monopoli; a differenza di questo (mi facevano notare), le partite hanno una fine e non proseguono all’infinito